ODA E LE FAMIGLIE

L'associazione Geshan

Ci sono rivoluzioni rumorose. E rivoluzioni silenziose. Quelle che in punta di piedi, senza baccano, scrivono la Storia e aprono la strada al cambiamento. E non si torna più indietro.
 
La porta finalmente si apre e le catene dell'isolamento si spezzano. Tutto inizia dal cigolìo di una porta, dai passi fragili ma determinati di chi non accetta di vivere recluso, schiacciato dal peso della vergogna. Perché non c'è nulla di cui vergognarsi. Ma capirlo non è facile. Farlo capire, ancora meno. "Vieni, figlio mio: usciamo", un invito a prendersi il mondo. "È ora di vivere e dare dignità a questa vita che ci ha messi alla prova, senza nasconderci più".
Se i genitori dei diversamente abili non avessero avuto questo coraggio, se non si fossero ribellati all'idea secondo cui l'handicap fisico era da considerare uno stigma, una Lettera scarlatta, una stella di David cucita sulla manica del cappotto, parleremmo ancora di "sub-umani". Continueremmo a isolare i disabili. Saremmo ancora colpevoli della morte civile di persone, prima ancora che soggetti bisognosi di cure e assistenza. Di strada, ancora, occorre farne parecchia. Perché sono in tanti a non aver ancora compreso. Ma loro vanno avanti, battaglieri come sono sempre stati. Hanno le rughe, perché di tempo ne è passato, e la vita per loro non è mai stata troppo prodiga di riposo e serenità.
 
I genitori della Geshan, l'associazione che dal 1983 mette insieme le famiglie degli assistiti ODA, sono stati tra i primi in Italia a unirsi per dare voce ai propri figli, lottare per far comprendere alla società che le "abilità" non sono tutti uguali, inchiodare le istituzioni e l'opinione pubblica alla responsabilità di partecipare al cambiamento e fare rete con le famiglie per cementare la solidarietà e la collaborazione tra chi parla la stessa lingua. Perché l'integrità dei diversamente abili riguarda tutti e l'ODA è stata tra i primi enti riabilitativi a promuovere il ruolo dei genitori  come parte attiva del processo assistenziale e riabilitativo.
 
L'associazione Geshan, presieduta da Rosy Marino, si trova in uno dei plessi del Presidio di Riabilitazione "Fratelli A. e V. Pecorino Paternò" di via San Nullo 26 a Catania.   

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